Perché rischiare, la tua responsabilità diventa nostra!

Sistemi anticaduta Bergamo: progettazione ed installazione

Savoldelli Linee Vita progetta ed installa linee vita Bergamo e sistemi anticaduta Bergamo.

Grazie alla nostra pluridecennale esperienza nella realizzazione di edifici, siamo in grado di valutare l’idoneità della struttura del vostro tetto per l’installazione dei dispositivi anticaduta ed eventualmente studiare i necessari adeguamenti strutturali.

Dopo un nostro eventuale sopralluogo mirato a raccogliere tutte le informazioni necessarie, saremo in grado di formulare un corretto preventivo gratuito del sistema di ancoraggio anticaduta studiato per la vostra copertura.

Le linee vita Bergamo sono una tipologia di ancoraggio posti in quota sulle coperture alla quale si agganciano gli operatori tramite imbracature e relativi cordini; può essere temporaneo o stabile. Nel primo caso viene utilizzato per tutta la durata delle lavorazioni e successivamente smontato, nel secondo caso viene installato sulle coperture degli edifici in modo stabile, principalmente per consentire la loro manutenzione.

Sul mercato esistono tre tipi di linee vita:

  1. In acciaio inox ideale per tutte le coperture, garantisce un\’elevata resistenza agli agenti climatici
  2. In acciaio con zincatura a caldo
  3. In fettuccia o corda, per sistemi regolabili e temporanei

Savoldelli Linee Vita. Progettazione ed installazione linee vita Bergamo e sistemi anticaduta Bergamo.

Attestato montaggio & collaudo Linee Vita

Installazione linee vita Bergamo

Installazione linee vita Bergamo | Sistemi anticaduta BergamoSavoldelli Linee Vita, grazie ad un’esperienza che dura diversi anni, nella realizzazione e manutenzione di immobili, offre un servizio completo per quanto riguarda la progettazione e l’installazione di linee vita Bergamo o sistemi anticaduta Bergamo. I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi molto elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall\’alto e ad altri gravi infortuni sul lavoro, che rappresentano una percentuale elevata del numero di infortuni, soprattutto per quanto riguarda quelli mortali. Ogni responsabile di un immobile (amministratore condominiale o proprietario) o il datore di lavoro, dirigenti e preposti possono essere coinvolti in azioni penali e civili qualora emergano violazioni o deficienze nei riguardi delle normative vigenti.

La normativa Italiana sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, obbliga nei lavori in quota (sopra i 2 ml.) a predisporre adeguate misure contro le cadute dall’alto mediante dispositivi collettivi (parapetti o ponteggi) o individuali (ex Linee Vita), al fine di garantire, nei successivi lavori di manutenzione sulla copertura, l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in condizioni di sicurezza.

Si applica a tutti gli interventi riguardanti le coperture sia di edifici di nuova costruzione che di edifici esistenti, di qualsiasi tipologia e destinazione d’uso.

Si possono proteggere tutte le coperture con sistemi di ancoraggio anticaduta permanenti.

I nostri sistemi anticaduta Bergamo e di linee vita Bergamo sono catalogati per commessa con la possibilità di rintracciare gli elementi che li compongono, i lotti e le tipologie di ancoraggio utilizzate, questo per gestire ogni intervento di manutenzione in maniera ottimale.

Tutti gli impianti contro le cadute dall’alto hanno l’obbligo di un controllo annuo, come previsto dalla normativa Nazionale e dal fabbricante, il che è comprensibile vista la responsabilità del loro utilizzo, “salva vita!”

Quali caratteristiche devono avere i sistemi di ancoraggio e le linee vita Bergamo?

Premessa fondamentale nell’illustrare i criteri di scelta dei sistemi di ancoraggio e linea vita Bergamo è che non esistono sistemi standard adatti a tutte le coperture. L’aspetto cruciale da tenere sempre in primo piano è che ogni copertura necessita di sistemi di ancoraggio studiato per le proprie peculiari caratteristiche.

In particolare i sistemi anticaduta Bergamo o linee vita Bergamo devono:

  • ottimizzare la sicurezza per i lavori sulla copertura;
  • essere idonei alla struttura del tetto;
  • ridurre al minimo eventuali sollecitazioni sull’operatore in caso di caduta;
  • essere certificato secondo la Norma UNI EN 795;
  • essere completo di manuale e istruzioni per il montaggio,compresi i dati tecnici per la verifica della struttura per una corretta progettazione;
  • essere correttamente ispezionato (tipicamente ogni 12 mesi) e manutenzionato (con cadenze definite dal produttore nel manuale di uso e manutenzione).

Inoltre i materiali scelti dovrebbero essere idonei a durare nel tempo senza interventi di grossa manutenzione.

Inoltre i materiali scelti dovrebbero essere idonei a durare nel tempo senza interventi di grossa manutenzione. Dopo un nostro eventuale sopralluogo mirato a raccogliere tutte le informazioni necessarie, un preventivo gratuito del sistema di ancoraggio anticaduta studiato per la vostra copertura, più comunemente dette linee vita. Savoldelli Linee Vita progetta ed installa linee vita Bergamo e sistemi anticaduta Bergamo.


Informazioni generali tipologie ancoraggi più utilizzati

Ancoraggi in classe A

Tutti i punti fissi in classe A devono essere utilizzati con l’ausilio di dispositivi di protezione individuale (DPI) dotati di assorbitore di energia che limitino la forza di arresto sull’operatore a 600 daN.

Agli ancoraggi montati in classe A1 e A2 può essere applicata una forza massima di 10KN, in  quelli classe A2 la forza è consentita nella sola direzione di pendenza della falda.

Se utilizzati per spostarsi lungo un percorso, la distanza tra essi non deve superare i mt. 2,00, in quanto il dispositivo che consente all’operatore di spostarsi in copertura, assicurandosi a questo tipo di ancoraggio, è costituito da doppio cordino conforme alla norma UNI EN 354 (lunghezza massima 2 m) con dissipatore di energia e da una imbracatura per il corpo a noma UNI EN 361.

Sono particolarmente adatti per brevi spostamenti tra l’accesso e il sistema anti caduta principale.

I ganci correttamente posizionati consentono all’operatore spostamenti in condizioni di “caduta totalmente trattenuta”.

Possono essere utilizzati anche per arrestare una caduta dinamica.

Implicano spostamenti lenti causati dalle continue operazioni di aggancio/sgancio del dispositivo anti caduta (doppio cordino) che l’operatore dovrà eseguire per procedere lungo la superficie del tetto, con conseguente difficoltà nel trasporto di materiali e attrezzature.

Ogni singolo ancoraggio può essere utilizzato da un solo operatore alla volta.

Verifica periodica di resistenza e conservazione secondo le indicazioni contenute nel libretto di uso e manutenzione rilasciato dal produttore.

E’ fatto obbligo sostituire il sistema di dissipazione successivamente ad un evento di caduta o nel caso di riscontrata deformazione dello stesso.

Ancoraggi in classe C

Il dispositivo di ancoraggio permanente Classe C, ha la funzione di consentire lo spostamento in sicurezza dell’operatore lungo tutta la superficie di copertura.

Se posizionato lontano dal punto di accesso, si deve prevedere l’installazione di ganci o linee guida supplementari per l’ancoraggio dell’operatore lungo il percorso di collegamento dal punto di accesso alla linea vita.

Sistema di ancoraggio caratterizzato da grande versatilità; in grado di coprire lunghezze estese seguendo, secondo un allineamento orizzontale, sviluppi lineari e/o variabili.

La sua natura flessibile, permette di colmare piccoli dislivelli fra gli ancoraggi (compresi entro l’allineamento dei 15°).

Ogni singola linea vita classe C può essere utilizzata da max 2 operatori contemporaneamente.

Recentemente la normativa ha dato la possibilità di realizzare linee Vita per 3 operatori, ma non ha ancora definito i parametri e le modalità per l’omologazione dei materiali, ne comporta che non è attualmente possibile montare in Italia linee vita per 3 operatori

Richiede una manutenzione periodica la cui cadenza dipende dalle caratteristiche tecniche del sistema installato.

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PERCHÉ BISOGNA MONTARE I DISPOSITIVI CONTRO LE CADUTE DALL’ALTO SUL TETTO.

Non è corretto affermare che esiste l’obbligo di installazione delle linee vita solo su nuovi edifici o per rifacimenti del tetto. La legge prevede per i lavori eseguiti ad un\’altezza superiore a 2 m la predisposizione di idonee opere provvisorie quali ponteggi e parapetti. Deroghe a tali disposizioni possono essere concesse nei casi in cui i soli lavori di breve durata (ispezioni, semplici manutenzioni, rilievi ecc.) sono effettuati da personale addestrato e dotato di idonei sistemi anticaduta. E proprio nel caso di brevi interventi di manutenzione possono essere utilizzati dispositivi come le linee vita, predisposti all’atto della costruzione dell\’immobile o nel caso di manutenzione dello stesso.

il titolo IV capo secondo del D.L.vo 81/08

l’art.115 tratta i “SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL’ALTO” ed è cosi citato: “Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva come previsto all\’articolo 111, comma 1, lettera a), è necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, quali i seguenti: a) assorbitori di energia; b) connettori; c) dispositivo di ancoraggio (es: ancoraggio in classe A1 e A2); d) cordini; e) dispositivi retrattili; f) guide o linee vita flessibili (es: linee in classe C); g) guide o linee vita rigide (es: r Il sistema di protezione, certificato per l\’uso specifico, deve permettere una caduta libera non superiore a 1,5 m o, in presenza di dissipatore di energia a 4 metri..”. Quindi nel momento in cui un tetto diventa luogo di lavoro (manutenzione antenne, tegole, riparazione o pulizia canali etc etc etc) è obbligatorio in qualunque luogo in Italia fornire al personale preposto gli opportuni sistemi di protezione. Adesso possiamo disquisire sulle responsabilità……..

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Cassazione: il privato risponde dell’infortunio e morte dell’operaio che lavora in casa

RESPONSABILITÀ

La Cassazione con sentenza nr, 42465/2010 ha affermato la responsabilità penale del privato, nel caso in caso l’operaio da lui incaricato in assenza di qualsiasi cautela relativa alla sicurezza, muoia in occasione del lavoro assunto
Secondo la Suprema Corte, in materia di sicurezza sul lavoro, il privato committente ha una “posizione di garanzia” nei confronti del lavoratore autonomo di non verificata professionalità e in assenza di qualsiasi apprestamento di presidi anticaduta a fronte di lavorazioni in quota superiore ai metri due”. Deve essere considerata errata la tesi secondo la quale “in caso di prestazione autonoma (d’opera) il lavoratore autonomo sia comunque l’unico responsabile della sicurezza.

– Doveri e responsabilità dell’amministratore di condominio

Dall’entrata in vigore del decreto 81 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si sono designati nuovi scenari che assegnano agli amministratori immobiliari obblighi e responsabilità al fine di prevenire la caduta dal luogo di lavoro in quota.
La vigente normativa di sicurezza prevede che il Committente, al pari del Datore di Lavoro, si attenga ai principi ed alle misure generali di tutela dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale.

– Quando e come l’amministratore deve mettere in sicurezza le coperture per assolvere correttamente gli obblighi normativi?

La Corte di Cassazione con Sentenza nr, 42465/2010, ha sostenuto che “Il committente è il garante della sicurezza dei lavoratori incaricati a svolgere dei lavori nella propria proprietà o nelle proprietà di cui delegato”. L’amministratore, è tenuto a garantire ai lavoratori (a prescindere che siano dipendenti o lavoratori autonomi) un ambiente di lavoro, cioè il tetto del condominio, privo di rischio caduta. Ne deriva che occorrerà installare sistemi fissi anticaduta (attivi o passivi), destinati a proteggere chiunque si rechi sulla copertura per l’effettuazione di manutenzione ordinaria o straordinaria.

– Per quale motivo è chiamato in causa l’amministratore condominiale e non i proprietari dell’immobile?

L’amministratore condominiale, in base al mandato ricevuto dall’assemblea, rappresenta i condomini.
Ne deriva il fatto che, egli assuma anche la veste di “committente” quando ordina o commissiona opere di manutenzione ordinaria e straordinaria
Per la cronaca l’amministratore ed il condominio sono stati condannati in solido a risarcire il danno (€ 42.441,00 oltre alle spese processuali), per una caduta in una buca presente nel cortile condominiale.

Resta, dunque, l’obbligo legale in capo all’amministratore di provvedere alle prescrizioni normative, che vanno adempiute anche in assenza di delibera (salvo il dovere di dover riferire in assemblea, come dispone l’art. 1135 u.c.). Il problema da risolvere sta proprio nel determinare quando la messa in sicurezza delle coperture diviene urgente. Non v’è dubbio, che il momento in cui corre l’obbligo di mettere in sicurezza le coperture sia quello in cui affida a terzi l’incarico di effettuare manutenzioni od installazioni (es. all’’antenna, al manto di copertura, agli impianti tecnologici, all’impermeabilizzazione, ecc.).

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SCELTA DEL DISPOSITIVO DI ANCORAGGIO

In generale, la scelta della tipologia di dispositivo viene effettuata in relazione alla conformazione della copertura, alla struttura del tetto e alla natura dei lavori per cui viene utilizzata.

La scelta della tipologia di dispositivo è fatta carico esclusivamente al progettista, non può avvenire a prescindere sulla base del costo economico.

Alcune regioni, prime fra tutte la Toscana, impone cone primaria scelta la tipologia delle Linee Vita.

La Regione Toscana nel DPGR 62/R del 23.11.05 art. 10 comma 2 stabilisce:

L’uso degli ancoraggi UNI EN 795 cl. A, quali unici punti di trattenuta per il transito in copertura, è consentito solo per brevi spostamenti e nei casi in cui, per motivi strutturali, non risulti possibile installare una linee vita

Per le coperture piane si ritiene opportuno privilegiare l\’utilizzo di dispositivi collettivi, quali parapetti o balaustre di altezza non minore a 1,00 metri lungo tutto il perimetro della copertura.

Qualora si decidesse di predisporre un sistema di ancoraggio, la scelta può essere effettuata tra una linea vita (classe C della norma UNI EN 795), una rotaia di ancoraggio (classe D della norma UNI EN 795), una serie di dispositivi di ancoraggio strutturali (classe A1, UNI EN 795). Può inoltre essere usato un dispositivo di classe E UNI EN 795.

Per tetti inclinati, sia a falde che a volta, si può prevedere l’installazione di una serie di dispositivi di ancoraggio strutturali, progettati per il fissaggio a superfici verticali, orizzontali ed inclinate
(classe A1), una serie di ganci da tetto (classe A UNI EN 795) oppure una linea vita (classe C UNI EN 795).

TABELLA RIEPILOGATIVA MA NON ESAUSTIVA PER LA SCELTA DEL DISPOSITIVO DI ANCORAGGIO

La tabella sotto riportata, può esclusivamente servire per ricondurre, in una stima preventiva, all’abbinamento copertura tipologia di ancoraggio

TIPO DI COPERTURA Classe A – UNI EN 795 Classe C – UNI EN 795 CLASSE D – UNI EN 795
PIANA Superfici modeste Superfici estese Superfici estese
INCLINATA A FALDE Superfici modeste Superfici estese integrato con elementi in classe A Sconsigliata
CURVA Superfici modeste Superfici estese integrato con elementi in classe A Sconsigliata

Si rammenta che, il progetto per il posizionamento degli ancoraggi sulle coperture, deriva da uno studio approfondito dell’immobile, in riferimento alla tipologia della copertura, all’altezza ell’edificio, in tutti i suoi fronti, dagli eventuali volumi ed ”impedimenti”, quali balconi terrazzi recinzioni alberi e simili, collegati allo stesso edificio.

Effettuate queste analisi, si dovrà tener conto di due fattori importanti che sono:

  1. l’effetto pendolo
  2. il tirante d’aria.

LA MESSA IN SICUREZZA DELLA COPERTURA MEDIANTE L’INSTALLAZIONE DI SOLI PUNTI FISSI, NON SEMPRE RISULTA ESSERE LA SOLUZIONE PIU ECONOMICA!

Molto spesso il maggior costo di un dispositivo, viene “ripagato” da un minor costo delle lavorazioni degli operatori per la miglio praticità nel suo utilizzo.

L’uso dei dispositivi di ancoraggio puntuali, quali unici punti di ancoraggio per il transito in copertura, è consentito solo e soltanto nei casi in cui, per motivi strutturali non risulti possibile installare una linea vita, risultano infatti, particolarmente adatti per brevi spostamenti tra l’accesso e il sistema anticaduta principale.

Si evidenzia quindi una criticità generale:

– Spostamenti lenti causati dalle continue operazioni di aggancio/sgancio del dispositivo anticaduta (doppio cordino) che l’operatore dovrà eseguire per procedere lungo la superficie del tetto.
– Difficoltà di verifica dei punti di fissaggio alla struttura.
– Diffusa discontinuità del manto impermeabilizzante.
– Ogni singolo ancoraggio può essere utilizzato da un solo operatore alla volta.

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MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI

  • la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
  • l\’eliminazione dei rischi;
  • la riduzione dei rischi alla fonte;
  • la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;

I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

Obblighi del committente

Il committente, nella fase di progettazione dell\’opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell’esecuzione del progetto e nell’organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’articolo 15. Al fine di permettere la pianificazione dell\’esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro.

Responsabilità dei committenti

Il committente è esonerato dalle responsabilità connesse all’adempimento degli obblighi limitatamente all’incarico conferito al responsabile dei lavori. In ogni caso il conferimento dell\’incarico al responsabile dei lavori non esonera il committente dalle responsabilità connesse alla verifica degli adempimenti degli obblighi di cui agli articoli 90, 92, comma 1, lettera e), e 99.

Interpretazione: il committente deve assicurarsi che chi effettua dei lavori per lui, lo faccia in completa sicurezza nel rispetto della normativa.

Interpretazione : nel caso di lavori quali manutenzioni, non è obbligatoria la designazione del coordinatore per la progettazione e l’esecuzione della sicurezza, questo comporta un’assunzione di responsabilità maggiore in termini di sicurezza sul luogo di lavoro da parte del committente (privato o amministratore)

I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri, fermo restando gli obblighi di cui al presente decreto legislativo, si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l\’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

Interpretazione: nel caso di manutenzioni in cui non c’è designazione di  coordinatori per la sicurezza la figura è sempre quella del committente (privato o amministratore)

Il datore di lavoro, nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformità ai seguenti criteri:
    a) priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
    b) dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi.

Interpretazione: se non ci sono i parapetti provvisori o ponteggi bisogna montare dei sistemi per l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale DPI.

Art. 115.
 Sistemi di protezione contro le cadute dall\’alto

  1. Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva, lettera a), è necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, quali i seguenti:
    a) assorbitori di energia;
    b) connettori;
    c) dispositivo di ancoraggio;
    d) cordini;
    e) dispositivi retrattili;
    f) guide o linee vita flessibili;
    g) guide o linee vita rigide;
    h) imbracature.
  2. Il sistema di protezione, certificato per l\’uso specifico, deve permettere una caduta libera non superiore a 1,5 m o, in presenza di dissipatore di energia a 4 metri.
  3. Il cordino deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.

Interpretazione: nei lavori in quota, cioè sopra i 2,00 ml, qualora non ci siano parapetti (spondine) o ponteggi, è obbligatorio l’impianto contro le cadute dall’alto (ex Linea Vita), in caso di mancanza, l’operatore-manutentore deve realizzare un impianto provvisorio, il committente, quale responsabile,  ha l’obbligo di vigilare (e non solo) che tutto avvenga nel rispetto della sicurezza. Qualora il tetto divenga luogo di lavoro (manutenzione antenne, tegole, riparazione o pulizia canali etc etc etc), è obbligatorio in qualunque luogo in Italia fornire al personale preposto gli opportuni sistemi di protezione.

Sanzioni per i committenti

In caso di rifacimento della copertura (a livello strutturale) o nel caso di nuove costruzioni, la Regione Lombarda obbliga l’installazione dei dispositivi di sicurezza contro le cadute dall’alto.

L’uso degli ancoraggi UNI EN 795 cl. A, quali unici punti di trattenuta per il transito in copertura, è consentito solo per brevi spostamenti e nei casi in cui, per motivi strutturali, non risulti possibile installare una linee vita

La scelta della tipologia di impianto è fatta carico esclusivamente al progettista, non può avvenire a prescindere sulla base del costo di realizzazione, ma sulle lavorazioni per la quale viene utilizzo.

Alcune regioni, prime fra tutte la Toscana, impone come primaria scelta la tipologia Linee Vita.

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