Installazione Porte REI Bergamo

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RESISTENZA AL FUOCO

  • Attitudine di un elemento da costruzione (componente o struttura) a conservare per un tempo prestabilito:
    – la stabilità (R) – resistenza meccanica
    – la tenuta (E) – per non produrre fiamme, vapori, gas caldi
    – l’ isolamento termico (I) – per ridurre la trasmissione di calore
    – la radiazione W, l’autochiusura C e la tenuta al fumo S
  • Con il simbolo REI si identifica un elemento costruttivo con tali caratteristiche

CHIUSURA TAGLIAFUOCO

  1. È una chiusura classificata per offrire una specifica resistenza al fuoco e viene installata per offrire sicurezza, in caso di incendio; ossia per:
    – garantire la stabilità delle strutture portanti
    – limitare la propagazione di un incendio
    – assicurare la possibilità che gli occupanti 
lascino il locale indenni o che siano soccorsi e 
che i soccorritori operino in sicurezza
  2. È un presidio primario di prevenzione incendi 
(ambito protezione passiva) – non è sufficiente la sola protezione attiva (ndr)

RESPONSABILITA‘

  • Progettista: deve attuare scelte corrette e adeguate per l’ uso, ricordando che possono avere ricadute sulla manutenzione
  • Chi realizza l’ impianto: deve essere realizzato a regola d’ arte secondo la buona tecnica
  • Titolare dell’ attività: oltre alla realizzazione di un adeguato impianto antincendio, deve attuare (verificare che sia operativo) un piano per:
    – la sorveglianza
    – il controllo periodico e la manutenzione ordinaria programmata

…DEL MANUTENTORE

  • che deve pianificare gli interventi di controllo periodico e di manutenzione ordinaria programmata al fine di mantenere integre le attrezzature e l’ impianto
  • La periodicità degli interventi di manutenzione programmata è da commisurare alle manovre compiute dalla chiusura e dalle condizioni del suo impiego.
  • Periodicità della manutenzione: 5000 cicli – frequenza: almeno semestrale

L’ attività di controllo periodico e la manutenzione DEVE essere eseguita da personale COMPETENTE E QUALIFICATO

CHIUSURE TAGLIAFUOCO

1. Cosa sono?

La porta tagliafuoco, la classica porta REI, non è una porta uguale alle altre porte; per quanto sia collocata lungo vie di transito e utilizzata come una porta normale, svolge una funzione ben definita.

Rappresenta infatti un presidio primario di protezione antincendio (ambito protezione passiva) e normalmente è posizionata lungo una via di esodo.

2. A cosa servono?

Resistere al fuoco e fare compartimentazione – R indica resistenza, E tenuta al fuoco, I isolamento termico.

3. Chi può installarle?

Devono essere installate (messe in posa) con tutti i componenti previsti, necessari al loro corretto funzionamento, da personale preparato seguendo le indicazioni fornite dal loro produttore; al termine della posa, l’ installatore deve rilasciare – a propria firma – una dichiarazione di corretta posa (prevista dal Decreto Ministeriale 4 maggio 1998, allegato II comma 2.1).

4. E’ obbligatoria la manutenzione?

SI. L’obbligatorietà deriva:

  • l’ Art. 15, comma 1, lettera “z“ del D.Lgs. 81/2008 – testo unico sulla sicurezza – che impone la “regolare manutenzione di attrezzature, macchine e impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza, in conformità alle indicazioni dei fabbricanti”;
  • l’ Art. 64 comma 1 lettera “c” del D.Lgs. 81/2008 – obblighi del datore di lavoro – che riporta inoltre: il datore di lavoro provvede affinché gli impianti e i dispositivi di sicurezza destinati alla prevenzione o alla eliminazione dei pericoli vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento;
  • per il motivo che se un prodotto perde, nel tempo e in caso di mancata manutenzione, le sue caratteristiche, non svolge più le funzioni per le quali è stato costruito; ha esaurito il suo tempo di vita e va sostituito.

5. Chi può fare manutenzione?

L’attività di controllo periodica e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato (DM 10 marzo ’98 allegato VI punto 6.4).

6. Chi ne è responsabile?

Obblighi e responsabilità sono del:

  • titolare dell’ attività: oltre a quanto scritto nel D.Lgs. 81/2008 all’ Art. 64 comma 1 lettera c) precedentemente indicato, al punto 6.4 dell’ allegato VI del DM 10 marzo ’98 è scritto:
  • il datore di lavoro è responsabile del mantenimento in condizioni di efficienza delle attrezzature e degli impianti antincendio
  • il datore di lavoro deve effettuare (ossia, ndr, deve verificare che sia realizzato un piano per garantire) la sorveglianza, il controllo e la manutenzione delle attrezzature e degli impianti antincendio in conformità a quanto previsto dalle disposizioni legislative vigenti; tali azioni di controllo e manutenzione, nonché l’ informazione e la formazione del personale, devono essere registrate nel registro degli interventi (rif. DPR 37/98 art. 5, attualmente DPR 151/2011 art. 6) – da rendere disponibile in caso di controlli da parte delle autorità preposte
  • l’ attività di controllo periodico e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato
  • deve inoltre verificare che l’ installatore incaricato della posa della chiusura tagliafuoco sia in grado di effettuare correttamente tale attività (D.Lgs. 81/2008 art. 26 – richiesta dei requisiti tecnico professionali);
  • dell’ installatore: a fine posa, l’ installatore deve rilasciare a propria firma una dichiarazione di corretta posa della porta tagliafuoco e dei relativi “accessori”, come previsto dal Decreto Ministeriale 4 maggio 1998 allegato II comma 2.1 (richiamato dal Decreto Ministeriale 21 giugno 2004 art. 3 punto 3);
  • Nota: installatori e manutentori devono operare nel rispetto della regola dell’ arte, ossia secondo le indicazioni contenute nella “normativa tecnica UNI”.
  • del manutentore: deve effettuare una pianificazione degli interventi di controllo periodico e di manutenzione ordinaria al fine di mantenere integre le attrezzature e l’ impianto e deve aggiornare il registro degli interventi

In parole povere sono responsabili: gli amministratori di condominio, i proprietari di un edificio, il titolare di una attività, il professionista che ha effettuato le scelte progettuali e il professionista che ha rilasciato la/le dichiarazioni di fine lavori dell’ impianto e delle attrezzature antincendio, gli addetti all’ installazione e alla manutenzione……

7. Le chiusure tagliafuoco possono essere modificate?

NO. Attualmente le chiusure tagliafuoco per poter essere commercializzate devono essere “omologate” dal Ministero degli Interni, a fronte di prove di resistenza al fuoco fatte effettuare dal costruttore presso un Ente autorizzato.

Devono pertanto essere installate e sottoposte ad un piano di manutenzione seguendo le indicazioni fornite dal costruttore; l’ aggiunta e/o l’ eliminazione di componenti / accessori – come anche l’ effettuazione di operazioni non contemplate nelle istruzioni suddette – portano a situazioni critiche dalle quali può derivare la perdita dell’ omologazione e, cosa ben più grave, l’ annullamento della funzionalità della chiusura.

8. Come fa il manutentore di chiusure tagliafuoco ad essere competente e qualificato?

Per ovviare a questa lacuna, unico modo per attestare la propria adeguatezza a svolgere un determinato compito è la partecipazione a corsi di formazione tecnico professionali effettuati da strutture riconosciute, quale UCCT (Unione Costruttori Chiusure Tecniche).

UCCT al termine delle giornate di corso (installazione e manutenzione chiusure tagliafuoco e porte in vie di esodo) rilascia un attestato di partecipazione che attesta che il partecipante al corso ha ricevuto le informazioni adeguate per operare correttamente sulle chiusure tagliafuoco; l’ attestato è in supporto alla autodichiarazione di capacità che l’ installatore/manutentore rilascia al committente e soddisfa la richiesta dei requisiti tecnico professionali).

Nota: il corso viene effettuato in riferimento al Decreto Ministeriale 10 marzo ’98 e alla norma tecnica UNI 11473-1 ”requisiti per l’ erogazione del servizio di installazione e di manutenzione chiusure tagliafuoco”.

UCCT, a fronte della convenzione stipulata con il Corpo Nazionale dei Vigile del Fuoco per la diffusione della cultura antincendio, ha aggiunto una terza giornata a cura dei Vigili del Fuoco; essa si conclude con un test, vincolante per il rilascio dell’ attestato finale con il logo dei Vigili del Fuoco (oltre a quello di UCCT).

Tale attestato assume, in un certo senso, il significato di “qualificazione”.

MANUTENZIONE

Tutte le porte o chiusure tagliafuoco devono essere controllate e mantenute come prescritto dal produttore, sorvegliate e controllate.

Controllo periodico: insieme di operazioni da effettuarsi con frequenza almeno semestrale, per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti.

Manutenzione: operazione od intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato le attrezzature e gli impianti.

Manutenzione ordinaria: operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entità, che richiedono unicamente utensili correnti e comporta l’impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzioni di parti di modesto valore espressamente previste (nota dello scrivente: attenzione, per le porte tagliafuoco, al mantenimento della conformità).

Manutenzione straordinaria: intervento di manutenzione che non può essere eseguita in loco o che, pur essendo eseguita in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione (nota: id.; caso del tutto eccezionale per porte).

Controlli da effettuare per una efficiente manutenzione

  1. Controllare e registrare la stabilità dell’inserimento della chiusura nel supporto (ancoraggi, riempimenti, stuccature, sigillature, ecc).
  2. Controllare e registrare la stabilità, la planarità, le squadre ed i piombi delle parti fisse e delle parti mobili, e tra di esse.
  3. Controllare e registrare i giochi, le distanze ed i contatti tra le parti fisse e le parti mobili, e di queste, tra se stesse.
  4. Cerificare la stabilità meccanica assiale delle guide e degli assi cerniere.
  5. Controllare e registrare l’integrità e la scorrevolezza (anche per assialità, planarità, piombi, pulizia, non ossidazione, ecc.) delle parti mobili (carrelli, perni, pulegge, cavi e/o catene, contrappesi, ecc.), effettuare le regolazioni e la lubrificazione prevista.
  6. Controllare, registrare ed ove necessario reintegrare e/o lubrificare i dispositivi di autochiusura ed i relativi accessori (molle, chiudiporta, contrappesi, ammortizzatori, regolatori di velocità, regolatori di precessione in chiusura, ecc).
  7. Controllare e registrare i dispositivi di fermo e di apertura (serrature, maniglioni antipanico, maniglie di sicurezza, ecc, in tutti i loro componenti fissi e mobili) e quelli di ritegno e sgancio (elettromagneti, dispositivi con elemento termosensibile, ecc), con le relative connessione e sistemi di intervento e di prova.
  8. Controllare e ripristinare gli elementi di tenuta (guarnizioni, labirinti, battute, ecc).
  9. Controllare e registrare la completa libertà di movimento della chiusura, verificando che le spinte necessarie alla sua apertura (sblocco degli elementi di rifermo) ed al suo spalancamento (movimentazione delle parti mobili sino alla loro apertura di piena efficienza), siano contenute al disotto dei valori massimi accettabili in sicurezza (vedi specifiche in merito per la spinta su i maniglioni, per lo spalancamento della chiusura, ecc. In particolare, quando presenti portatori di handicap: abbattimento barriere architettoniche).
  10. Controllare e registrare la funzionalità integrale originale di ogni chiusura per assicurare ad essa la capacità ad assicurare il suo compito deputato primario, nelle condizioni di conformità di prodotto, di installazione e nelle condizioni di impiego e di uso per la quale è stata prevista, posta in opera e messa in esercizio.

I difetti più comuni

Cerniere storte o disassate, fuori piombo e/o fuori piano ante con loro strusciamento a terra.

Dispositivi di autochiusura con molle snervate o non regolate in modo adeguato, chiudiporta non regolati o con molle snervate, fluido esaurito, ecc; braccetti storti, disarticolati, divelti.

Regolatori di chiusura divelti o inefficienti.
Ritegni elettromagnetici divelti, non collegati, cortocircuitati.

Presenza di zeppe, cunei, spaghi o catene, oggetti che trattengono le ante; sporcizia e detriti sotto le ante che ne impediscono il pieno e corretto movimento.

Ammaccature, tagli, dissaldature, viterie e bulloni allentati, aggressione chimica e da ruggine. Profili aperti e piegati o modificati o asportati.

Serrature asportate, bloccate, modificate e manomesse.

Maniglioni distorti, incastrati, bloccati, divelti; maniglioni sovrapposti o posti in opera successivamente con nuove forature, tagli, ecc.

Ancoraggi divelti, allentati od effettuati su supporti non conformi e/o con elementi di collegamento non idonei (ad esempio tasselli in plastica).

Sporcizia, mancanza di lubrificazione, in particolare degli elementi di scorrimento (guide, carrelli, cuscinetti, carrucole, pattini, ecc.) e di rotazione (rondelle, perni, ecc.) danneggiati, ossidati e privi di lubrificazione; cali, catene, dispostivi di freno e di regolazione danneggiati, ossidati, divelti, non lubrificati, non funzionanti e/o non regolati in modo adeguato.

Sigillature e riempimenti perimetrali dovuti, interni a telai, ecc. non effettuati o realizzati parzialmente e/o con materiale e tecnica non idonei.

Accessori aggiunti post operam con materiali ed interventi non conformi e/o tali da portare la perdita di conformità della porta.

Elementi sostituiti in modo e per tipo tali da portare la perdita di conformità della porta.

Toppe, rappezzi, saldature ed altri interventi non ammessi per perdita di conformità della porta.

Vetri (od altri inserti) non conformi, scheggiati, incrinati, opacizzati, spostati dal corretto originario inserimento nella sede; cornici e guarnizioni e/o sigillature mancanti o danneggiate.

Guarnizioni mancanti, danneggiate, coperte da vernice, sostituite da non conformi; labirinti danneggiati, divelti; carter danneggiati in modo da non consentire il corretto libero scorrimento di contrappesi, ecc.

Mancanza del contrassegno sulla porta; mancanza della dichiarazione di conformità; mancanza del libretto di corretto uso, installazione, adeguato impiego e manutenzione.

Mancanza di riferimenti relativi la manutenzione sulla porta, nel libro depositato presso l’Utente. Mancanza di segnaletica adeguata.

Periodicità degli interventi

FREQUENZA DELLA MANUTENZIONE:

ALMENO SEMESTRALE O AL RAGGIUNGIMENTO DI 5000 CICLI.

La periodicità degli interventi di manutenzione programmata è quindi da commisurare alle manovre compiute dalla chiusura e dalle condizioni del suo impiego.

A fronte dell’ indicazione precedente, “vince” la condizione che si realizza prima.

Alcuni esempi.

Una porta posta su un ripostiglio può prevedere 4 manovre al giorno, una su un ambulatorio può arrivare a 40, una porta in luoghi comuni quale una mensa può arrivare ad 60 manovre giornaliere ed una posta lungo un corridoio od a capo scala può superare le 120.

  1. 4×30=120 cicli mensili ; 5000 div. 120 porterebbe a circa 42 mesi manutenzione semestrale
  2. 40×30=1200 cicli mensili ; 5000 div. 1200 porta a quasi 4 mesi
  3. 60×30=1800 cicli mensili ; 5000 div. 1800 porta a quasi 3 mesi
  4. 120×30=3600 cicli mensili ; 5000 div. 3600 porta a poco più di 1 mese

In definitiva, la seconda situazione chiederebbe una manutenzione quadrimestrale, la terza

richiederebbe interventi almeno trimestrali e l’ultima dovrebbe essere sottoposta a manutenzione

programmata bimestrale se non mensile.

Pertanto è opportuno effettuare una verifica per dare una valutazione dell’intensità di uso della porta per calcolare la periodicità degli interventi di manutenzione periodica programmata.

Le condizioni ambientali: esposizione diretta agli agenti atmosferici esteriori (porte su scale

esterne, ecc.), l’esposizione a fumi, grassi (zone cucine, garages, ecc.), le temperature elevate e

quelle basse, la presenza di polveri, ecc. , incidono su alcuni componenti e, quindi, sono da valutare per una eventuale contrazione delle ricorrenze di manutenzione periodica.

Attenzione: porte “normalmente aperte” perché con ante e partite trattenute da dispositivi di ritegno (fermi elettromagnetici, ecc.) sono soggette a particolari sollecitazioni sui dispositivi di autochiusura (chiudiporta, particolarmente le molle interne alle cerniere), per cui, anche se non soggette a manovre, richiedono una verifica periodica frequente (almeno trimestrale) di detti.

La scheda di manutenzione segue la scheda di check-up della porta.

Dichiarazione di corretta posa in opera

In tale modulistica non è più previsto un modulo specifico per la dichiarazione di corretta posa che l’ installatore doveva compilare e che doveva essere consegnato unitamente alla altra documentazione per il rilascio del certificato di prevenzione incendi (DICH. POSA IN OPERA 2004); è comparso, ma non in sostituzione, il modulo DICH. PROD. 2008, ora sostituito Dl mod. DICH. PROD. 2012.
Al fine di chiarire le finalità del modulo DICH. PROD. 2008 e di chi lo deve compilare, segnaliamo nuovamente chi sono gli “attori” coinvolti nelle dichiarazioni di corretta posa riferendoci in particolare alle chiusure tagliafuoco e riassumiamo ciò che è stato espresso relativamente all’ argomento in oggetto nella lettera circolare del 24 Aprile 2008 emessa dal Ministero dell’ Interno – Direzione Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, Area Prevenzione Incendi – per la nuova modulistica di Prevenzione Incendi:

1) Il modulo DICH. PROD. 2008 – dichiarazione inerente i prodotti impiegati ai fini della reazione e della resistenza al fuoco ed i dispositivi di apertura delle porte – deve essere sottoscritto esclusivamente da un professionista iscritto negli elenchi del Ministero dell’ Interno di cui alla Legge 818/84.
Tale professionista, incaricato del Coordinamento o Direzione o Sorveglianza Lavori, redige la dichiarazione dopo 1) aver accertato che i prodotti impiegati rispondono alle prestazioni a loro richieste nel progetto approvato, 2) preso visione delle indicazioni fornite dal produttore e 3) verificata la corretta posa in opera degli stessi o direttamente o tramite l’ acquisizione delle dichiarazioni di corretta pose redat te dagli installatori.
Solamente nel caso di assenza delle figure suddette (Coordinamento o Direzione o Sorveglianza Lavori), il professionista che redige il modulo in oggetto potrà essere un tecnico incaricato della verifica finale.
2) L’ installatore delle porte ed altri elementi di chiusura resistenti al fuoco è tenuto a redigere a propria firma la dichiarazione di corretta posa in opera di quanto da lui installato, ai sensi del Decreto 4 maggio 1998 allegato II comma 2.1 (rif. Decreto 21 giugno 2004 art. 3 punto 3).
3) Al fine di tale dichiarazione, da consegnare al titolare dell’ attività (o chi per esso), l’installatore è svincolato da qualsiasi formato prestabilito e può utilizzare il modello DICH. POSA IN OPERA 2004 (rif. Lettera Circolare del Ministero dell’ Interno datata 24 aprile 2008).

UNI 11473 : Nuova norma per installatori e manutentori di chiusure Tagliafuoco

A. compiti dell’ installatore (posatore) deve:

  1. effettuare le verifiche iniziali per l’ adeguatezza della porta al supporto murario;
  2. effettuare la posa in opera, seguendo la “regola dell’ arte” (che significa rispetto della normativa vigente) e le indicazioni riportate nella documentazione di riferimento, in particolare nelle istruzioni di posa fornite dal produttore della porta;
  3. effettuare le verifiche di funzionalità;
  4. fornire la dichiarazione di corretta posa in opera.
  5. compiti del manutentore

ricordando che l’ attività di manutenzione – obbligatoria – si compone anche di aspetti procedurali precedenti all’ effettuazione degli interventi in loco (presa in carico e stesura di un contratto) e che gli aspetti operativi (controlli e manutenzione) devono essere eseguiti con periodicità almeno semestrale nel rispetto delle indicazioni riportate nel libretto d’uso e manutenzione fornito dal produttore e secondo eventuali ulteriori indicazioni dettate dalla situazione contingente, deve:

  1. eseguire le operazioni previste;
  2. fornire la documentazione di registrazione dell’ attività svolta.

La norma UNI 11473, oltre a fornire le indicazioni operative per l’effettuazione della posa e della manutenzione e facendo parte della “regola dell’arte”, fornisce i requisiti che l’ operatore addetto all’ attività di installazione e/o di manutenzione di chiusure tagliafuoco deve avere; in definitiva un attestato di formazione specialistica nel settore delle chiusure resistenti al fuoco.

La formazione si ottiene mediante:

–  corsi specifici per l’ acquisizione delle conoscenze di base tecnico – pratiche;

– corsi di approfondimento sui prodotti (effettuati dai produttori delle chiusure resistenti al fuoco e/o dai produttori dei relativi “componenti”).

La formazione specifica deve essere erogata secondo i seguenti elementi minimi:

– competenze dei docenti adeguate agli argomenti trattati;

– argomenti dei corsi riconosciuti da Enti istituzionali competenti (come ad esempio i Vigili del Fuoco) tramite apposite convenzioni o qualificati da Enti di Certificazione delle competenze accreditati in riferimento alla norma UNI 11473 parte 1 e parte 2.

Il percorso di formazione suddetto soddisfa anche il D.Lgs. 81/2008 (art. 26) relativamente ai requisiti tecnico-professionali che l’ operatore deve avere e poter dimostrare:

art. 26 – obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione.

Alla luce di tutto ciò, i titolari di attività / datori di lavoro potranno contare su elementi concreti per la scelta dell’ installatore e del manutentore di chiusure tagliafuoco il quale, oltre alla normale documentazione (iscrizione alla Camera di Commercio, codice attività ecc), potrà esibire un attestato di partecipazione ad un corso di formazione effettuato in riferimento al Decreto Ministeriale 10 marzo ’98 e alla norma UNI 11473-1.

ATTENZIONE!

….. Potreste ricevere una comunicazione di questo tipo:

Richiesta requisiti tecnico-professionali da parte del Comando dei Vigili del Fuoco

Comunicazione inviata dall’Ingegnere che sta ultimando la pratica per l’ ottenimento del CPI per una struttura pubblica nuova, al rivenditore delle chiusure tagliafuoco che le aveva fornite e fatte installare.

Oggetto: integrazione certificazioni – rif. pratica ………………

Buongiorno, a seguito del sopralluogo di ieri pomeriggio da parte dei Vigili del Fuoco per l’ottenimento del CPI, è stata riscontrata una carenza nella documentazione consegnata ai VVF relativa alla installazione delle porte REI; in tale documentazione è risultata mancante la copia dei REQUISITI TECNICO-PROFESSIONALI degli installatori delle porte REI.

Si prega di far pervenire tale documentazione con estrema urgenza per poter chiudere positivamente la pratica in oggetto.

Ing. ……………………………………

Nota: non ci è stata data copia della lettera dei Vigili del Fuoco per questioni di riservatezza.

Alleghiamo due articoli del D.Lgs. 81/2008 collegati alla competenza e qualificazione degli addetti alle attività di installazione e di manutenzione (attenzione: non solo di chiusure tagliafuoco):

  1. art. 26 – Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione;
  2. art. 27 – Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi.

Installazione porte REI Bergamo

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